La segnalazione del manoscritto di Qualcosa da perdere da parte del Premio Calvino è arrivata quando avevo ormai quasi rinunciato a pubblicare il libro. L'editoria ha tempi lunghi, è vero, ma avevo completato il romanzo già da tempo e, con il passare del tempo, questo lavoro diventava per me sempre meno rappresentativo. Pazienza, mi ero detto, magari la storia era meno buona di quanto pensassi all'inizio.Avevo, nel frattempo, cambiato città, lavoro, vita. Avevo messo da parte una serie di cose alle quali stava per aggiungersi un manoscritto di belle speranze e poco più. La segnalazione mi ha restituito un po' di fiducia in questo libro e ha sicuramente contribuito alla pubblicazione del romanzo.
Avevo già incontrato Luciana Bianciardi lo scorso luglio, ma non ci sentivamo più da diverse settimane. Una sera ci siamo ritrovati a scriverci quasi contemporaneamente. Se non è stata telepatia, ci siamo andati molto vicino. Da qui, un secondo incontro in ExCogita, la decisione di far uscire il libro in autunno e la disponibilità a concedere l'utilizzo del testo a fini didattici, nell'ambito di Masterbook, il Master in Editoria dello IULM. Il tutto, nel mio ultimo giorno a Milano. Segue un altro cambiamento di città, lavoro, vita.Ritorno a Milano esattamente un mese dopo la partenza, per incontrare gli studenti del Master e confrontarmi con loro sul testo. Durante la lezione, vengo a sapere che i ragazzi voteranno uno fra i cinque libri analizzati nel corso per curarne la pubblicazione e presentarlo al Salone Internazionale del Libro di Torino.
Uno su cinque. La probabilità che scelgano il mio romanzo è del 20%.
Non pensarci neanche, mi dico.
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