martedì 16 giugno 2015

Messaggio da un lettore


Le parole che leggerete non sono il commento oggettivo di un critico letterario (del resto non può essere oggettiva un'amicizia che dura da anni). Dovete però sapere che questa persona, che resterà anonima, rientra nella categoria dei cosiddetti "lettori forti", e fa certamente piacere ricevere il parere di un buon lettore.

Di seguito trovate il messaggio che ho ricevuto ieri. Ho naturalmente chiesto e ricevuto il suo permesso a pubblicarlo su questo blog, tagliando le parti più personali.


Sei riuscito a immortalare quel periodo di limbo, atroce e speranzoso, in cui siamo passati tutti, come laureati e neolaureati (soprattutto in materie umanistiche o pseudo tali), come generazione disillusa alla ricerca comunque di qualcosa e come esseri umani, rendendolo però leggero, ironico e profondo.
I tuoi personaggi mi hanno riportato a quel periodo in cui tutto può succedere, quando si è alla ricerca di una professione e di se stessi, ma si ha anche una tremenda paura di quel che si può diventare e quindi, forse, si decide intimamente come non si vuole essere, quali sono i propri limiti e quali compromessi non si vogliono accettare. Un periodo particolare, viscerale, intenso e alcolico, decisamente alcolico.
E' stato bello e commovente riconoscere man mano le diverse parti del romanzo di cui mi avevi parlato mentre le scrivevi, perché mi sono tornati alla memoria anche situazioni o stati d'animo dell'epoca. 
E' stato molto divertente, ho riso di gusto, era un po' che non ridevo così per un romanzo.  Alcune riflessioni, frasi e espressioni sono proprie della nostra generazione, o almeno di tanti di noi, e sei riuscito a non renderle banali, rimanendo linguisticamente fedele alla realtà. Gli apprezzamenti sui film della prima serata e tanti altri commenti del narratore sparsi qua e là sulle diverse situazioni sono esilaranti.
I riferimenti "se questo fosse un film" danno quel tocco metaletterario e e metacinematografico che a me piace tanto. Il pulp, la storia d'amore, il giallo... il mix è ottimamente calibrato. E c'è Bologna, con i portici, le biciclette, la stazione... E poi tanto altro. 
Quindi grazie di cuore, caro, perché hai creato un pezzetto di tutti noi, una vita mai vissuta che però poteva essere quella di ognuno di noi e che, come ogni buon romanzo, arricchisce la nostra esistenza, affrontando il tutto con un'arma che per me, spesso, è l'unica con cui sopravvivere, una sottile, arguta e implacabile ironia.


Ho già ringraziato privatamente questa persona, ma lo faccio di nuovo su questo blog. Se qualche altro lettore vorrà inviare pareri o commenti sul romanzo, sarò felice di leggerli e pubblicarli.

Nessun commento:

Posta un commento